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Sport | 12 marzo 2019, 18:36

La maglia da gara di Elisa Balsamo in regalo al Museo della Bicicletta di Bra

La campionessa di ciclismo ha visitato la Permanente nella mattina di oggi, martedì 12 marzo

Foto di Stefano Tibaldi

Foto di Stefano Tibaldi

Emozione al Museo della Bicicletta di Bra per la visita di Elisa Balsamo, campionessa del mondo su strada nella categoria Juniores a Doha nel 2016.

L’atleta cuneese delle Fiamme oro è stata accolta dal Cavaliere Luciano Cravero che da oggi, martedì 12 marzo, ha un cimelio in più per il suo Museo: ha ricevuto in dono dalla Balsamo la sua maglia autografata del team Valcar-PBM. Il Presidente ha ricambiato l’omaggio con un gagliardetto in ricordo della giornata.

Elisa è una ragazza generosa e piena di talento – ha detto Cravero, presidente e curatore del Museo – e ci ha fatto molto piacere che sia venuta a trovarci”. Con la promessa di tornare per la festa sociale.

Sempre che non ci siano delle gare in concomitanza”: questa l’unica condizione dettata dalla ragazza classe 1998.

Ad accoglierla anche tanti appassionati di ciclismo ed una delegazione locale dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, che si sono dati appuntamento nella sede della Permanente, allestita presso l’azienda Bra Servizi di corso Monviso, 25.

Approfittando della pausa dalle gare, che riprenderanno venerdì sulle strade dell’Olanda e valide per l’U.C.I. 1.1 (Unione Ciclistica Internazionale, ndr), la campionessa ha accolto volentieri l’invito, esprimendo contentezza ed un vivo apprezzamento sia per il museo, sia per le parole di benvenuto.

Nell’occasione, è stato svelato anche il suo nuovo obiettivo che sarà quello di fare bene le prossime classiche del Nord che inizieranno la settimana ventura in Belgio e arrivano dopo la conclusione della stagione su pista.

La sua maglia si aggiunge ad una collezione incredibile che parla al cuore di chi è innamorato del mezzo a pedali. E così è stato anche per la giovane ciclista che è rimasta colpita dalla perizia e dal calore che qui si respirano.

Un sentimento che ha espresso a chiare lettere: “Mi è piaciuto tantissimo vedere tutte le biciclette da lavoro ed è bello pensare che qualcuno abbia raccolto e riprodotto bici del passato che neanche io pensavo esistessero. Poi, il numero infinito di maglie di tutti gli atleti che hanno contribuito a realizzare questa esposizione, penso che la rendano unica e davvero ricchissima di ricordi”.

Impossibile per lei scegliere un oggetto cult, perché, ha confessato: “Ci sono talmente tante cose!”.

Dalla maglia della gloria locale Diego Rosa a quella rosa di Vincenzo Nibali, dalla maglia gialla di Marco Pantani, a quella celebrativa del tricolore 2018 dell’Androni Giocattoli Sidermec, fino alla bicicletta olimpica di Francesca Fenocchio.

C’è tutta l’essenza del ciclismo, quello recente e quello del dopoguerra. Oggetti che raccontano la corsa e ciò che le ruota intorno, il lavoro delle squadre, le macchine al seguito, i giornalisti.

Un mondo eroico e colorato, che trasuda di fatica e trionfo e non si ferma.

In questo tempio vivo del ciclismo è possibile trovare tante biciclette, quella da bersagliere, da panettiere, da barbiere, da arrotino, da spazzacamino, da pompiere, da calzolaio, da stagnino e “cadreghe”.

Alcune di esse sono state donate, mentre altre sono repliche ottenute grazie al lavoro paziente e sapiente del Cavaliere Stefano Milanesio.

Dietro il racconto di ciascuna bici c’è un pezzo di storia d’Italia e del mondo. Ci sono ricordi dell’infanzia, dei genitori e dei nonni, modelli dei marchi più conosciuti, le maglie di corridori famosi, borracce, autografi, pagine seppiate di vecchi giornali che celebrano un mezzo, la bicicletta, che guarda con il sorriso al passato e strizza l’occhio al futuro.

Ad accompagnare Elisa alla scoperta delle due ruote d’epoca è stato il papà Sergio. Un full immersion in uno spettacolare contenitore di cultura, fascino e passione sportiva che racconta ai grandi campioni di oggi la storia, i trionfi, i successi di tanti campioni di ieri.

Silvia Gullino

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