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Cronaca | 12 marzo 2019, 13:19

Adescata, abusata e minacciata a 13 anni da un militare di 30 anni. Potrebbero esserci altre vittime (VIDEO)

Questa mattina la conferenza stampa in Questura. Il dirigente della Mobile Nen: "L'autore del fatto potrebbe essere un soggetto che adescava abitualmente ragazzine. Invitiamo dunque tutte le possibili vittime a recarsi presso i locali della Questura"

Adescata, abusata e minacciata a 13 anni da un militare di 30 anni. Potrebbero esserci altre vittime (VIDEO)

 

Il rendimento scolastico era calato e il suo stato psicologico era grave. La ragazza di 16 anni non era più la stessa agli occhi dei compagni scuola.

Loro sono stati i primi a capire che c'era qualcosa che non andava: con affetto e amicizia l'hanno fatta aprire piano piano e indotta a raccontare il baratro in cui era caduta da quando di anni ne aveva soltanto 13.

Adescata, abusata e minacciata da un uomo di 30 anni di cui si fidava. Lui militare, sposato e con figli; la famiglia residente a Cuneo. L'uomo è attualmente in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico.

Tutto è iniziato nel 2015: vittima e carnefice si erano conosciuti di persona tramite un'amica in comune. Poi lui l'ha adescata su Instagram e le ha chiesto di rivedersi. Lei l'ha respinto ma dietro la minaccia di rivelare i loro incontri ai genitori, la ragazzina si è sentita in dovere di uscire ancora con lui.

Nel 2016 il primo abuso, poi tanti altri, sempre senza contraccettivi. Un incubo infinito. Dopo le violenze, ancora minacce: lui l'ha obbligata a farsi mandare foto intime e con quelle sono aumentati i ricatti.

Fino all'ultimo episodio nel 2017: lei si ribella e minaccia di lasciarlo. Lui la picchia e per un anno non si vedono più. Ad ottobre 2018 però viene ricontattata da un ignoto per avere altre foto intime. A quel punto la ragazza è scoppiata e i compagni di classe se ne sono accorti, invitandola a denunciare tutto in Questura.

Gli investigatori, data la gravità dei fatti, si sono messi immediatamente alla ricerca del responsabile e, grazie alla collaborazione con le procure di Cuneo e di Torino, quest’ultima competente per il reato di divulgazione di materiale pedopornografico, sono riusciti a raccogliere in breve tempo il materiale probatorio necessario per incastrare il militare.

Questa mattina, martedì 12 marzo, si è svolta la conferenza stampa in Questura a Cuneo.

“Temiamo ci siano altre vittime – ha dichiarato il diregente della Squadra Mobile Pietro Nen -. L'autore del fatto potrebbe essere un soggetto che adescava abitualmente ragazzine. Invitiamo dunque tutte le possibili vittime a recarsi presso i locali della Questura. Siamo pronti ad accoglierle per dar loro conforto e portare alla luce altri eventuali casi”.

Presente in conferenza anche l'ispettore capo Mariella Faraco, responsabile della sezione Reati contro la persona (sessuali e in danno di minori) della Squadra Mobile di Cuneo: “Grazie alla sensibilità degli amici, la ragazza è venuta in Questura ed è stata ascoltata alla presenza di una psicologa. A fatica ha ammesso le reiterate violenze sessuali”.

Le indagini proseguono per verificare che l’uomo non si sia reso responsabile di abusi su altre ragazzine. Non si esclude che possano esserci altre persone coinvolte.

cristina mazzariello

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