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Attualità | 12 marzo 2019, 12:00

Bra, una Quaresima nel segno della solidarietà con il cesto della condivisione

In tutte le parrocchie continua la raccolta di beni alimentari a favore dell’Emporio Solidale

Nel "cesto della condivisione" si possono depositare i cibi che scarseggiano sugli scaffali dell’Emporio Solidale

Nel "cesto della condivisione" si possono depositare i cibi che scarseggiano sugli scaffali dell’Emporio Solidale

Esercitate la carità, ma esercitatela con entusiasmo. I poveri sono e saranno quelli che hanno da aprirci le porte del Paradiso”. Con queste parole San Giuseppe Benedetto Cottolengo parlava della carità che unisce i due estremi dell’umanità, il ricco e il povero, legati dal filo della condivisione fraterna e dell’altruismo.

Un pensiero così denso di significato trova perfetto riscontro negli ideali e nelle attività dell’Emporio della Solidarietà, una realtà concreta di sussistenza, radicata nella città di Bra e volta ad arginare le difficoltà economiche delle famiglie in tempo di crisi e le forme più gravi di indigenza delle persone meno fortunate.

Nel concreto, si tratta di una sorta di supermercato, sito nei locali della parrocchia di San Giovanni Battista (via Vittorio Emanuele II, 107), dove gli aventi diritto possono reperire generi alimentari di prima necessità che soddisfano i loro specifici bisogni.

Ad affiancare in modo incisivo e determinante le attività dell’Emporio, gli organismi di volontariato che collaborano insieme e invitano la cittadinanza alla raccolta alimentare che si realizza attraverso il cesto della condivisione, presente in tutte le chiese parrocchiali.

Nella cesta si possono depositare i cibi che scarseggiano sugli scaffali dell’Emporio solidale, nello specifico: tonno, olio di oliva, olio di semi, latte, zucchero.

L’iniziativa rappresenta anche un’occasione per vivere il tempo di Quaresima mettendoci in cammino con le nostre comunità ecclesiali verso la Pasqua, perché anche oggi possiamo riconoscere Gesù risorto nei più piccoli, poveri ed emarginati.

Spiega il sacerdote braidese don Michele Bruno: “Ciò che conta è l’intenzione, non importa la quantità dell’offerta. Il duro momento affrontato da tante famiglie ci chiede di essere testimoni generosi di quell’amore che il Padre ha avuto per noi donandoci suo Figlio”.

Silvia Gullino

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