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Attualità | 11 marzo 2019, 07:15

L'appello di AIEA, AICA e ARASIS: "Applichiamo le leggi sull'amianto anche in Piemonte"

Riceviamo e pubblichiamo

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Gentile Direttore,

AIEA, AICA, e ARASIS chiedono da anni l’avvio della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti all’amianto in Piemonte, come stabilito dalla legge nazionale 257/1992, dalla legge regionale n. 30/2008 e dalle disposizioni della Conferenza Stato-Regioni del 22.02.2018: “Intesa sull'adozione del protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti all'amianto”.

Nessuna di queste leggi sta trovando piena applicazione, perché in Piemonte non è attuato il dispositivo della sorveglianza sanitaria, un controllo generale della salute dei lavoratori esposti con counseling sugli stili di vita, controlli periodici fino a 30 anni dalla cessata esposizione e un controllo mirato secondo la salute della persona e le indicazioni del medico.

Poiché non si ha riscontro che la Regione Piemonte si attivi per rendere esecutivo tale impegno, le associazioni riformulano le proprie istanze rivendicando il diritto dei lavoratori dell’amianto di essere iscritti al registro degli ex esposti e sottoposti alle verifiche di sorveglianza sanitaria.

Come previsto anche dal decreto della Direzione Generale Sanità n. 4972 del 15.05.2007 che detta obbligo alla Sorveglianza Sanitaria Regionale in ottemperanza alla Direttiva CE n.18 del 27.03.2003, recepita con D. L.gs n. 257 del 25.07.2006 confermata con il Piano Regionale Amianto del Piemonte, AIEA, AICA e ARASIS hanno richiesto:

- di istituire il Registro Piemontese per malattie asbesto correlate su cui iscrivere i loro soci piemontesi;

- di disporre presso le ASL territoriali un programma di verifiche periodiche per l’istituzione della sorveglianza sanitaria;

L’assessore alla sanità afferma (interrogazione n. 2559/2019): che la Regione starebbe lavorando alla costituzione di un gruppo di lavoro per aggiornare il registro dei lavoratori ex esposti, che contava fino al 2014 circa 17mila persone, e del registro mesoteliomi maligni; che il Piemonte intenderebbe avviare il controllo sanitario dei lavoratori ex esposti attraverso un accordo quadro con i medici di famiglia.

Queste risposte sono l’ennesimo tentativo di rinvio del problema con la scusa di incombenze organizzative che in altre regioni sono state risolte da tempo. Mentre in Piemonte sono gli ex-esposti, inascoltati, a portare i loro elenchi alle amministrazioni come sta facendo l’AIEA dal 2009 presso l’ASL Novara, in Lombardia la sorveglianza sanitaria e il registro ex-esposti sono disponibili dal 2006. In Emilia Romagna si sta completando la costituzione degli Ambulatori Amianto della Medicina del Lavoro; dopo Bologna, Ferrara, Imola, Reggio Emilia, Modena e Piacenza, Parma ha aperto a inizio 2019.

Le associazioni piemontesi, inoltre, non sono d’accordo sulla modalità di affido della sorveglianza ai medici di famiglia per il rischio che l’attività sia svolta in modo discrezionale e perché le precedenti esperienze di trasferimento ai medici di base della gestione di malattie professionali non sono state positive.

Ritengono inoltre necessario che al personale ospedaliero (radiologo-pneumologo) venga fatta una adeguata formazione, sia per la corretta lettura della documentazione medica, sia per l’assistenza e la cura delle patologie dell’amianto. Tanta fatica per una legge che avrebbe dovuto essere messa in atto d’ufficio: gli esposti all’amianto sono in tutto il territorio e la Regione, tramite le ASL con i servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro li deve ricercare, per dare loro la dovuta assistenza.

Sono noti gli elenchi di 420 aziende, fra cui Fiat Ferroviaria, Eternit, Teksid, Pirelli, che in Piemonte avevano pagato il premio INAIL per l’asbesto fino al 2003; 60 di queste hanno fornito i nominativi di 24mila dipendenti (di cui 14.600 viventi). Le associazioni per prime denunciano l’incompletezza degli elenchi; mancano migliaia di lavoratori della Fiat Ferroviaria di Savigliano, per esempio, il più grande stabilimento italiano di materiale rotabile, e mancano aziende come l’ex Galfer di Barge e la Michelin di Cuneo.

Senza bisogno di attendere il completamento degli elenchi la Regione può intanto rivolgersi all’INAIL per avere l’elenco delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno fatto richiesta dei benefici previdenziali legati all’esposizione lavorativa, può definire quindi un elenco iniziale e procedere con la convocazione dei primi assistiti per attuare quanto previsto e stabilito dalla legge.

È intenzione delle associazioni piemontesi unire le forze e dimostrare con manifestazioni partecipate che è arrivato il momento delle responsabilità.

Ogni rinvio sposterà le decisioni oltre la data delle prossime elezioni regionali, eventualità che preoccupa perché i cambi di amministrazione, indipendentemente dai partiti al governo, hanno sempre prolungato i tempi di attuazione dei piani di prevenzione e tutela della popolazione dal rischio amianto, come già accaduto per l’approvazione del Piano Regionale Amianto.

Grazie,

AIEA, AICA e ARASIS

comunicato stampa

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