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Economia | 08 marzo 2019, 11:00

Il “brutto” pesce d’aprile per i 41 lavoratori del servizio clienti della Giordano Vini che ora chiedono solidarietà

Per loro il futuro dal 1° aprile c'è il trasferimento dalla frazione albese a Ivrea a 170 km, più di tre ore di percorrenza andata e ritorno con 50 euro di spese autostradali quotidiane. Un operazione che: “A noi sembra un licenziamento mascherato”, scrivono in un volantino i lavoratori

Il “brutto” pesce d’aprile per i 41 lavoratori del servizio clienti della Giordano Vini che ora chiedono solidarietà

Un “brutto scherzo”: così lo definiscono i 41 lavoratori del servizio clienti (39 donne e 2 donne) della Giordano Vini  con sede al che dal 1° aprile verrà terziarizzato alla Comdata, multinazionale nata a Torino tra le più grandi in Italia per i servizi di back office e assistenza.

La brutta tegola dei dipendenti di frazione valle Talloria di Diano d’Alba è arrivata nella giornata di ieri, giovedì 7 marzo e verrà spiegata nel corso della conferenza indetta da Slc Cgil e Fistel Cisl.

Per loro il futuro dal 1° aprile c'è il trasferimento dalla frazione albese a Ivrea a 170 km, più di tre ore di percorrenza andata e ritorno con 50 euro di spese autostradali quotidiane. Un operazione che: “A noi sembra un licenziamento mascherato”, scrivono in un volantino i lavoratori.

“La Comdata di Ivrea ha già il 70% dei lavoratori in solidarietà”
– si legga ancora nel manifesto diffuso dai dipendenti – “Come possono accollarsi altre 41 persone.”

“41 persone già scaricate dalla Giordano Vini alla Koinè Srl nell’agosto del 2016” – spiegano – “Come sempre viene detto che il posto di lavoro è salvaguardato, ma considerati i tempi lunghi di percorrenza per raggiungere la nuova sede e gli alti costi per lo spostamento a carico  per lo più di donne con stipendi modesti e spesso con famiglie e figli, nessuno dei lavoratori è in grado di affrontare economicamente anche questo sacrificio.”

“Chiediamo solidarietà” – si conclude con un appello il volantino redatto dai 41 – “Parlane in giro, fai sentire la tua voce di dissenso perché oggi è toccato a NOI, ma domani potrebbe toccare a TE o alla TUA FAMIGLIA.”

Daniele Caponnnetto

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