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Agricoltura | 08 marzo 2019, 07:45

Il 2019 è l’Anno del Dolcetto con l’obiettivo di rilanciare lo storico vitigno tra le eccellenze piemontesi (FOTO)

Infatti, la produzione a denominazione di origine in due decenni è scesa da 27 a 20 milioni di bottiglie. In cantiere ci sono diverse iniziative promozionali studiate dalla Regione, i Consorzi di Tutela, coordinati dal “Piemonte Land of Perfection” con sede a Castagnito, la "Vignaioli Piemontesi", le Enoteche subalpine e le Botteghe del vino. Le attiverà a livello operativo la società Dmo. La presentazione del progetto è avvenuta a Torino

L'assessore regionale Ferrero con i rappresentanti dei Consorzi di Tutela e i produttori alla presentazione di Torino

L'assessore regionale Ferrero con i rappresentanti dei Consorzi di Tutela e i produttori alla presentazione di Torino

Durante gli ultimi due decenni la produzione del Dolcetto a denominazione di origine è scesa sensibilmente, passando da 27 a 20 milioni di bottiglie. Una “picchiata” negativa dovuta al calo della superficie vitata, che, nello stesso periodo, si è ridotta da oltre 5.600 ettari a  poco più di 3.800 ettari. Pur rimanendo ancora numeri di un certo peso, è percepibile un lento disinteresse dei produttori a mantenere quelle coltivazioni. Dovuto, in buona parte, a una discesa degli acquisti e a un consumo non internazionale, ma quasi esclusivamente locale.

Nel 2019, per tentare di porre rimedio al problema, l’Assessorato all’Agricoltura della Regione, i Consorzi di Tutela, coordinati dal “Piemonte Land of Perfection” con sede a Castagnito, l’organizzazione di vitivinicoltori “Vignaioli Piemontesi”, le Enoteche subalpine e le Botteghe del vino hanno costruito, insieme, un progetto di rilancio del vitigno. Anche perché il Dolcetto, dal colore rosso rubino, è quello dalle tradizioni più antiche per il territorio e con un’area di produzione che si estende tra le Langhe, il Monferrato e la provincia di Torino: dalle terre nelle zone vocate del Cuneese e dell’Astigiano ai vitigni tra Ovada e Acqui Terme, al Pinerolese. Il tutto attraverso coltivazioni in spazi collinari convenzionali e in quelli “eroici” a terrazzamenti nei terreni più impervi.

Ma non solo. Il Dolcetto vanta tre Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (Docg) e 9 Denominazioni di Origine Controllata (Doc): Dogliani Docg; Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba Docg; Dolcetto di Ovada Superiore od Ovada Docg; Dolcetto di Alba Doc; Dolcetto di Asti Doc; Dolcetto di Acqui Doc; Colli Tortonesi Dolcetto Doc; Langhe Dolcetto Doc; Monferrato Dolcetto Doc; Pinerolese Dolcetto Doc; Dolcetto di Ovada Doc e Piemonte Dolcetto Doc. Le prime certificazioni sono del 1972. Quindi, il vitigno è riconosciuto da un rilevante arco di tempo.

La presentazione degli interventi promozionali in cantiere nel 2019 è avvenuta a Torino. Alla presenza di autorità e produttori. Il programma lo porterà avanti a livello operativo Dmo Piemonte: la società della Regione nata per valorizzare gli aspetti turistici e agroalimentari del territorio. In quale modo? Utilizzando i suoi canali di comunicazione internet e social, con attività in cui sono comprese un video sulla storia del vitigno, la creazione di una pagina web dedicata al Dolcetto sul sito visitpiemonte.com e la promozione del vino in una serie di manifestazioni. Tra queste, Vinum ad Alba, il Festival della Tv e dei Nuovi Media a Dogliani, Di Sorì in Sorì a Diano d’Alba, il Salone Nazionale Douja d’Or di Asti, Vinitaly a Verona. A cui se ne aggiungeranno altre ad Acqui, Ovada e nel Monferrato.   

Inoltre, per comunicare in modo più efficace l’Anno del Dolcetto, la Regione ha lanciato l’immagine grafica “Emoji Pattern” ideata dall’artista Simone Monsi. L’etichetta è un omaggio alla vitivinicoltura piemontese. I tredici simboli stilizzati tra i quali, lo smile, il cuore, il fiore, la mano, il palloncino e la bottiglia, evocano la sapienza imprenditoriale e l’amore per i prodotti del territorio, ma anche il divertimento, la passione e la gioia di condividere le proprie eccellenze con il resto del mondo. L’immagine potrà essere utilizzata dai Consorzi e dai produttori durante i saloni internazionali, le fiere, le iniziative per identificare il Dolcetto: vino prodotto in Piemonte.  

HANNO DETTO ALLA PRESENTAZIONE

Giorgio Ferrero, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte: “Intendiamo sensibilizzare produttori e consumatori per valorizzare al meglio un’eccellenza con la stessa dignità degli altri vini piemontesi che si sono già affermati nel mercato italiano e, soprattutto, in quelli esteri. E’ una coltivazione sulla quale puntare per la qualità e l’autenticità, in quanto, in Italia e nel mondo, siamo oggi i principali produttori. Insieme ai Consorzi di tutela a gli imprenditori del settore occorre far conoscere a livello internazionale il Dolcetto come vino del Piemonte”.    

Anna Schneider, studiosa di vitigni e ricercatrice del Cnr-Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, ha confermato la storicità del Dolcetto in Piemonte e il legame con le tradizioni del territorio. “Questo vino - ha affermato - lo si nomina in parecchi documenti storici, i primi dei quali risalgono a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Viene indicato come coltura tradizionale del Piemonte meridionale, oltre alla Liguria occidentale. Al di fuori del Piemonte e della Liguria, storicamente vengono citate alcune coltivazioni nell’Oltrepò Pavese e in Sardegna”.

Filippo Mobrici, presidente di “Piemonte Land of Perfection”: “Il Dolcetto è uno dei vitigni che meglio rappresenta il Piemonte vitivinicolo. Un simbolo perfetto della biodiversità che contraddistingue il nostro territorio. Per questo motivo riteniamo indispensabile come Consorzio contribuire a tutte le manifestazioni di valorizzazione del nostro patrimonio del settore. Un ringraziamento particolare va alla Regione, da sempre impegnata nel promuovere il vigneto Piemonte”.

Sergio Peirone

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