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Cronaca | 18 febbraio 2019, 22:40

Arresto coniugi Renzi, la svolta delle indagini sarebbe passata da un faldone proveniente da Cuneo

Le indagini erano partite proprio da Cuneo. l fascicolo originario sulla vicenda era stato aperto per il fallimento di una società cuneese, la Direkta srl di M. P. cooperativa che era in affari con i Renzi

Matteo Renzi in convegno al Teatro Toselli di Cuneo - foto di Daniele Caponnetto

Matteo Renzi in convegno al Teatro Toselli di Cuneo - foto di Daniele Caponnetto

E’ giunta in queste ore la notizia dell’arresto ai domiciliari dei coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo Renzi. Il provvedimento arriva dalla Guardia di Finanza fiorentina per i reati di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. Su madre e padre dell’ex presidente del Consiglio pende l’accusa di aver fatto fallire tre cooperative traendo guadagni illeciti che secondo le indagini si aggirerebbero intorno a diversi milioni di euro.

“Gli indagati cagionavano il fallimento della società per effetto di operazione dolosa consistita nell’aver omesso sistematicamente di versare i contributi previdenziali e le imposte”. Questo il capo di imputazione.

Tra gli arrestati anche Gian Franco Massone, vicepresidente di una delle coop.

Il fascicolo originario sulla vicenda era stato aperto per il fallimento di una società cuneese, la Direkta srl di M. P. cooperativa che era in affari con i Renzi. Le indagini in quell’occasione erano state condotte dal pm cuneese Attilio Stea.

M.P. amministratore unico della società aveva patteggiato a fine luglio 2018 la pena di 1 anno e 8 mesi per l’accusa di bancarotta fraudolenta documentale distrattiva, ed è stato condannato a dicembre a 2 mesi di reclusione con rito abbreviato per reati fiscali legati all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e falsità in denunce previdenziali obbligatorie.

La società “Eventi6”,con sede a Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze  della madre di Matteo Renzi avrebbe avuto rapporti commerciali con la “Direkta srl”, dichiarata fallita nel maggio 2014, che trattava molte attività, dalla pubblicità per privati e enti pubblici al volantinaggio, dal noleggio di auto alla diffusione di libri.

Le indagini erano state successivamente trasferite dal capoluogo della Granda alla procura di Firenze.

Proprio da Cuneo, secondo quanto riportano diversi giornali naizionali, sarebbero arrivati altri faldoni che i pm fiorentini hanno utilizzato per incastrare i coniugi.  

Daniele Caponnetto

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