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Attualità | 05 febbraio 2019, 15:00

Nella chiesa albese di San Domenico la personale del pittore Guglielmo Spotorno

Organizzata in collaborazione con Famija Albeisa la mostra "Al di là dell'apparire" rimarrà aperta al pubblico sino al 24 febbraio

Guglielmo Spotorno all'inaugurazione della personale allestita ad Alba (foto Silvia Muratore)

Guglielmo Spotorno all'inaugurazione della personale allestita ad Alba (foto Silvia Muratore)

È stata inaugurata sabato 2 febbraio presso la chiesa di San Domenico di Alba, la mostra personale di Guglielmo Spotorno “Al di là dell’apparire”, celebre artista e poeta che si muove tra surrealismo e astrattismo.
All'inaugurazione sono intervenuti insieme all'artista l’assessore alla Cultura della città di Alba, Fabio Tripaldi, il presidente della Famija Albèisa Antonio Tibaldi, il curatore della mostra Ermanno Tedeschi e un’attenta e partecipe rappresentanza di cittadini albesi.
 
Organizzata dall'Associazione Culturale Acribia, in collaborazione con la Famija Albèisa e patrocinata dalla Regione, Provincia, Comune di Alba e Museo dell’Auto di Torino, la mostra resterà aperta al pubblico sino al 24 febbraio.

Sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 10-12 e dalle 15 alle 18; sabato e domenica con orario 10–12 e 14.30–18.30. Ingresso libero.
Accompagna la mostra un catalogo contenente le immagini delle opere esposte e testo critico di Ermanno Tedeschi.
 

LE OPERE ESPOSTE

L’allestimento di “Al di là dell’apparire” vede presente una significativa selezione di 30 opere dell’artista: pitture su tela inedite, realizzate dagli anni duemila ad oggi, che illustrano l’evoluzione del percorso artistico del maestro e la sua propensione alla lettura critica della realtà.
 
"Devo essere nel mio tempo. Le mie opere sono basate sul mio stare dentro la realtà – racconta Spotorno –. Il quadro per avere diritto al chiodo deve parlare".

La ricerca dell’artista si muove tra un informale di ascendenza surreale e un astrattismo carico di riferimenti al quotidiano, anche se mimetizzati nella libertà dei segni. Emerge, chiara, una volontà di denunciare la contraddizione, la crisi, le questioni irrisolte, forse non risolvibili.
 
Il percorso tematico della mostra affronta una materia sociale, di forte attualità: dalle Città umanizzate ai Crocifissi cittadini, fino alla grande mareggiata che lo scorso ottobre 2018 ha causato gravi danni al litorale ligure.
Innanzi alle sue opere si è pervasi da un senso di bellezza che va al di là della piacevolezza dei tratti, dell’armonia e della luminosità del colore.
 

BIOGRAFIA

Classe 1938, Guglielmo Spotorno è milanese ma da molti anni vive a Celle Ligure. Ottiene il primo riconoscimento nazionale all’età di 12 anni con il disegno “Incubo1”, notato da Federico Fellini. Avvia il suo percorso artistico presso la galleria d’arte Spotorno diretta dalla madre Enrica, scultrice, da cui ha tratto la passione per l’arte. Ha conosciuto Jorn, Lam e Fontana nella vicina Albissola, a Milano i protagonisti del Realismo Esistenziale Ferroni e Vaglieri. Laureato in Filosofia con tesi in Estetica Metafisica, apre il suo primo studio negli anni Settanta e nel corso delle stagioni successive partecipa a diversi premi con i suoi disegni, ricevendo riconoscimenti e diplomi di merito, oltre a numerosi inviti a esporre le proprie opere presso importati galleria d’arte nazionali e internazionali.
Di recente le opere di Spotorno sono state esposte in importanti mostre: 2014, Fondazione Stelline di Milano; 2015, Università Bocconi di Milano; 2015, Museo della Permanente di Milano; 2016, “So Art&Design”, Megève (Francia); 2016, Art Garage, Torino; 2017, Centro Culturale di Milano; 2018 Biennale Lake Como; 2018, Meneghetti International Art Price di Torino.
Ulteriori informazioni sull’artista all’indirizzo www.guglielmospotorno.it

Redazione

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