Elezioni regionali

Elezioni comune di Alba

 / Economia

Che tempo fa

Cerca nel web

Economia | 01 febbraio 2019, 12:15

L’Italia è pronta ad essere un punto di riferimento per l’innovazione della Sanità Digitale?

La tecnologia permette oggi di aumentare la qualità della vita attraverso processi sempre più digitali ed integrati con la così detta eHealth. Grazie ad algoritmi, Big Data ed Intelligenza Artificiale.

L’Italia è pronta ad essere un punto di riferimento per l’innovazione della Sanità Digitale?

Siamo uno dei paesi più longevi al mondo, complice certamente il clima mediterraneo, le abitudini di alimentazione ed uno stile di vita che da secoli viene preso come modello di riferimento. Da nord a sud e da est a ovest della penisola, l’aspettativa di vita cresce di anno in anno, confermando l’X-Factor dell’Italia a scrivere l’agenda della Sanità Digitale europea.

Abbiamo laboratori di Ricerca Scientifica pubblici e privati che tutto il mondo ci invidia, Poli Tecnologici che vivono immersi ogni giorno nel futuro della diagnostica digitale, Parchi MedCare che desiderano affrontare, a fianco dello Human Technopole di Milano, le sfide dell’Intelligenza Artificiale. Anche l’Agenzia per l’Italia digitale ha in agenda una ridefinizione delle tecnologie ed una valorizzazione dei dati a supporto delle scelte decisionali utili ad una grande Aziende Ospedaliera piuttosto che al presidio a servizio di piccole comunità.

La nuova cartella medica elettronica, oltre a garantire ai pazienti un accesso online sicuro per anamnesi, terapie, esami diagnostici, cure effettuate e situazione clinica generale, apre ai Big Data la possibilità di analizzare in modo anonimo le serie storiche dei dati da cui trarre singole informazioni consultabili da qualsiasi parte del mondo. Morale: dal più remoto studio medico sarà possibile trovare soluzioni a casi clinici sino a quel momento sconosciuti.

Ma non è tutto. Se dal punto di vista della conoscenza la trasformazione digitale consente alla ricerca scientifica di trovare sempre più spesso ed in modo efficace risposte a malattie complesse, dal punto di vista concretamente aziendale, l’utilizzo di nanorobotica, integrata a sistemi di realtà virtuale, consente davvero di stravolgere l’approccio clinico, diagnostico e terapeutico.

Ad esempio, per i chirurghi è ormai prassi stampare in 3D impianti ossei su misura in 24 ore, oppure utilizzare polimeri che formano tessuti iperelastici per consentire alle ossa di rigenerarsi, bypassando quelle modalità d’intervento più costose e dolorose in termini riabilitativi. La tecnologia in campo sanitario pertanto consente, sia di realizzare in modo migliore interventi di routine, sia di scoprire le nuove frontiere della chirurgia, fantascienza solo sino a pochi anni fa.

Ma le protesi realizzate con stampa 3D sono solo un esempio, pezzi mancanti di un puzzle tridimensionale (e finanziario) da incollare esattamente dove i chirurghi hanno asportato la parte d’osso malata. In generale le tecnologie emergenti rappresentano anche sviluppo economico, un’opportunità di far crescere esponenzialmente le imprese private e le organizzazioni pubbliche che investiranno su nuove figure professionali da affiancare a scienziati e a medici. Manager in area marketing innovation, esperti di relazioni istituzionali tra mercato e tecnologie, in grado di intercettare opportunità e di spiegare come, grazie al 3D bioprinting, si potrà utilizzare ad esempio, un nuovo femore fatto su misura e costituito da un mix di sostanze plastiche ed umane.

Le Università europee da anni investono sui quei territori in cui sono inserite politiche digitali per il futuro della sanità, delineando professionalità complete, solide e soprattutto intercettate in un batter d’occhio dalle migliori aziende Healthcare.

Enrico Molinari

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium