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Attualità | 31 gennaio 2019, 10:05

Dalle 5 del mattino davanti ai cancelli dell'Abet contro i 112 possibili licenziamenti

Otto ore di sciopero sui tre turni. L'iniziativa è indetta da Filctem, Femca e Uiltec

Dalle 5 del mattino davanti ai cancelli dell'Abet contro i 112 possibili licenziamenti

Alta adesione allo sciopero indetto oggi, giovedì 31 gennaio, dalle tre sigle confederali dei chimici Filctem, Femca e Uiltec davanti ai cancelli dello stabilimento Abet, azienda leader nella produzione di laminato plastico.

La dirigenza aziendale ha comunicato lo scorso lunedì 21 gennaio la volontà di operare tagli per 112 dipendenti provenienti perlopiù dagli stabilimenti braidesi. Nove lavoratori riguardano i poli logistici di  Roma e Reggio Emilia.

La procedura riguarda 58 lavoratori dei poli logistici, comparto su cui è in corso una trattativa  per la terziarizzazione. Non è ancora chiaro se questi saranno reinseriti in toto nella nuova società che si occuperà di questo ramo d’azienda.

Al momento i sindacati hanno contestato la scelta di operare tagli: "Non possiamo accettare la logica – avevano dichiarato dopo l'incontro di giovedì scorso le tre sigle – secondo la quale, a fronte di aumenti dei costi di materie prime ed energia, la risposta siano i licenziamenti".

Otto ore di sciopero sui tre turni da questa mattina a partire dalle ore 5.

45 GIORNI DI TRATTATIVA

Terminerà a inizio marzo (dopo 45 giorni dall'apertura della vertenza) la prima fase di trattativa tra la dirigenza aziendale e i sindacati. In caso di mancato accordo si passerà sui tavoli del Mise (in quanto la vertenza è aperta in siti di tre differenti regioni). Qui la finestra per trattare sarà attiva per altri 30 giorni, all'incirca nei primi giorni del mese di aprile.

"ESUBERI PER FAR FRONTE A CHI PRODUCE IN PAESI A BASSO COSTO"

"Abbiamo dovuto affrontare preventivamente degli investimenti per continuare ad essere concorrenziali nel mercato mondiale" - aveva dichiarato nei giorni scorsi al nostro giornale Bandieri - dove negli ultimi otto anni sono nate molte aziende che producono in paesi a basso costo (Turchia, Cina e India). Il prodotto è apprezzato per il suo design e per la qualità: abbiamo 13 filiali consociate estere, 6 aree commerciali in Italia, 1.000 dipendenti (650 solo a Bra ndr), produciamo 21 milioni di metri quadrati all'anno di laminato per un fatturato di 190 milioni di euro."

"Una riorganizzazione e una riduzione dei costi aziendali si è resa necessaria per affrontare l'accresciuta competitività internazionale" - prosegue il numero uno Abet - "Questo intervento si accompagna, però, a un piano di investimenti tutt'ora in corso per garantire una continua crescita. Non solo tagli, ma il più grande piano di investimenti che Abet abbia affrontato nella sua sessantennale storia."

30 MILIONI DI INVESTIMENTO

Sono 30 i milioni investiti nella costruzione di un nuovo capannone industriale a Bra che ospiterà una nuova linea di produzione (pressa ed impregnatrice fenolica), nella creazione di un nuovo reparto per la stampa digitale e nel rafforzamento di alcune consociate estere (soprattutto in USA, Germania e Cina).

LE INTERPELLANZE DEI PARLAMENTARI CUNEESI

Nei giorni scorsi sulla vicenda dei 112 esuberi annunciati alla Abet la deputata Chiara Gribaudo (Pd) e Giorgio Maria Bergesio (Lega) hanno presentato una interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Daniele Caponnetto

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