/ Cronaca

Cronaca | 25 gennaio 2019, 15:08

Reati ambientali in netta crescita nel Cuneese, "ma il nostro impegno per la salvaguardia del territorio è massimo"

A dirlo il comandante provinciale dei Carabinieri Forestali Maggiore Stefano Gerbaldo, che presenta l'attività svolta dal comparto dell'Arma nel 2018

Il comandante provinciale dei Carabinieri Forestali Stefano Gerbaldo

Il comandante provinciale dei Carabinieri Forestali Stefano Gerbaldo

"L’idea di dare un contributo alla salvaguardia dell’ambiente è una mission bellissima e di cui sono orgoglioso. Noi Carabinieri Forestali cerchiamo di fare del nostro meglio per questo territorio davvero straordinario". Sono le parole del Maggiore Stefano Gerbaldo, da novembre 2017 alla guida del Comando Carabinieri Forestali della provincia di Cuneo.

Classe 1976, piemontese di nascita, Gerbaldo è sposato e ha tre figli. E' al comando di una settantina di uomini e di 14 stazioni. Il comando consta anche di un Nucleo Investigativo e del Centro Settore Meteomont, che raccoglie i dati per tutto il Piemonte sul manto nevoso, in particolare per definire la suscettibilità del manto stesso e il conseguente pericolo di valanghe e distaccamenti. 


“La nostra attività è molto variegata - spiega Geraldo, che presenta i risultati operativi del 2018. “Rispetto al 2017 c’è stato un netto aumento degli illeciti amministrativi (+26%) e delle informative di reato all’Autorità Giudiziaria (+16%) a carico di 199 persone. L’aumento dei reati, al di là del dato oggettivo, evidenzia anche come sia cresciuto il nostro presidio del territorio in funzione di tutela ambientale. Più controlli, che ci hanno permesso di rilevare più illeciti”.

Il comparto speciale dell’Arma ha svolto complessivamente 5.641 servizi di pattugliamento del territorio, per lo più rurale, con compiti di polizia giudiziaria ed amministrativa, nonché di monitoraggio tecnico-specialistico del patrimonio naturalistico provinciale.

Sono 525 gli illeciti amministrativi, tradotti in sanzioni pari a 577mila euro, e 205 informative di reato all’Autorità Giudiziaria a carico di 199 persone fisiche.

“I nostri controlli sono finalizzati alla tutela del paesaggio, dei corsi d’acqua, del benessere animale, della flora protetta e delle utilizzazioni boschive. Ci occupiamo del contrasto al bracconaggio, alle pratiche illecite contro fauna e flora, oltre al contrasto alle frodi agroalimentari e alle violazioni in materia di etichettatura e tracciabilità dei prodotti, in particolare negli eventi fieristici, come quella del Marrone a Cuneo o quella del tartufo bianco di Alba”, evidenzia il comandante.

Sul capitolo incendi boschivi, nel 2018 ci sono state 20 denunce all’Autorità Giudiziaria, 26 accertamenti di natura amministrativa e sanzioni per un importo di 12.000€ complessivi. “Sull’ondata di incendi che avevano colpito la Valle Stura e la Valle Varaita, purtroppo, non abbiamo mai trovato i responsabili. Tra le 20 persone denunciate nel 2018 ricordo in particolare l’allevatore di Chiusa Pesio, pizzicato a  dare fuoco ai terreni, convinto che l’erba sarebbe ricresciuta più tenera. Ci siamo avvalsi di telecamere, microspie e altri mezzi tecnici per le indagini. La Procura ha ritenuto le prove sufficienti e valide, perché è stato disposto il rinvio a giudizio”.

Ma è il settore dei rifiuti e dell’inquinamento ambientale quello che ha richiesto il maggior impegno dell’Arma Forestale: nel 2018 sono state elevate 96 sanzioni amministrative per un ammontare di 267.267€ (quasi la metà del totale), oltre a 42 segnalazioni all’Autorità Giudiziaria. “Da qualche anno le persone denunciate hanno l’obbligo di procedere con il ripristino ambientale in caso di incendi boschivi o di inquinamento. Questo evita il processo ai responsabili, obbligati però a mettere mano a ciò che hanno danneggiato”.

Geraldo ricorda le operazioni più significative del Nucleo Investigativo: “Nero Wolf 2”, che ha colpito una articolata associazione per delinquere dedita al traffico illecito di cani provenienti dalla Solvenia e “Senza rumore”, che ha messo in luce una estesa e sistematica falsificazione di perizie fonometriche di centraline idroelettriche ed altre opere sul territorio piemontese e lombardo da parte di una società braidese.

E poi un fiore all’occhiello del reparto: Kira, pastore malinois, specializzato nella ricerca delle esche avvelenate. “Sono numerosissimi gli episodi - evidenzia Geraldo. Kira è stata addestrata in Spagna ed è davvero straordinaria. Quando annusa il veleno si ferma e guarda il suo conduttore. Hanno un modo speciale di comunicare tra loro. Le esche vengono messe in particolare per uccidere i lupi, ma purtroppo sono a rischio tutti i carnivori e gli onnivori. E gli stessi cani, che magari sono a passeggio in montagna con i loro padroni, o quelli dei pastori. Ne sono morti 20 circa l'anno scorso, ma il dato è sicuramente per difetto”. 






Tra gli impegni dei Carabinieri Forestali, un cenno particolare è quello legato all’incontro con gli studenti. “Nel 2018 ne abbiamo incontrati più di 2000, con l’obiettivo di sensibilizzarli sulle tematiche ambientali. Quello che notiamo è che c’è poca attenzione all’ambiente e alla sua salvaguardia. Rileviamo tantissimi comportamenti scorretti. Cerchiamo di formare, quindi, gli adulti di domani. Ci crediamo e ci impegnamo molto in questo".


Barbara Simonelli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium