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Cronaca | 21 gennaio 2019, 16:31

Raid nel cimitero di Cavallermaggiore: assolto dall’accusa di violazione di sepolcro e furto aggravato

Il fatto avvenne nel marzo 2014, l’imputato era stato fermato a bordo di un furgone rubato e carico di rame

Foto generica

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Era a processo con le accuse  di violazione di sepolcro e furto aggravato perché ritenuto uno dei responsabili di alcuni furti avvenuti presso il cimitero di Cavallermaggiore nel 2014. Verso l’una di notte dell’8 marzo 2014 una donna aveva telefonato al 112 perché aveva sentito rumori provenire dal vicino camposanto. I carabinieri erano intervenuti con due pattuglie. Non trovarono nessuno, ma videro mucchi di lastre di rame accatastate pronte da portare via: erano state asportate da alcune tombe e cappelle.

R.T. , originario della Romania e residente a Milano, è stato assolto dal tribunale di Cuneo per non aver commesso i fatti. L’ex comandante della Stazione dei carabinieri aveva spiegato in tribunale come fu catturato il giorno dopo: “T. si trovava a bordo di un furgone, carico di rame, rubato a Milano e fermato a Govone, con altre quattro persone. Comparammo le foto dei fermati con le immagini delle telecamere di sorveglianza del cimitero, che mostravano alcuni uomini scavalcare il cancello. I vestiti corrispondevano con quelli indossati da R.T.”.I quattro connazionali sono processati in un giudizio separato.

Il giudice ha accolto la tesi difensiva secondo la quale non c’era certezza che l’uomo ripreso dal sistema di video sorveglianza si trattasse dell’imputato.

Monica Bruna

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