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Attualità | venerdì 11 gennaio 2019, 07:30

Alba, la "scrittrice del mistero" Alice Basso presenta i personaggi del suo ultimo thriller

Autrice di successo per i tipi di Garzanti, sarà ospite al caffè letterario "La Bookeria" il prossimo 22 gennaio

Alice Basso, autrice milanese, è al suo quarto romanzo per la scuderia Garzanti

Alice Basso, autrice milanese, è al suo quarto romanzo per la scuderia Garzanti

Gli incontri con l’autore "tra un caffè e un cappuccino" proposti da La Bookeria di Alba si arricchiscono di un nuovo appuntamento.
Il prossimo martedì 22 gennaio a incontrare i lettori nell’accogliente caffè letterario albese sarà Alice Basso, l’autrice che ha spopolato con i racconti thriller che hanno come protagonista la ghostwriter Vani Sarca, editi da Garzanti.

Alice Basso, classe 1979, editor e traduttrice milanese che ora vive vicino a Torino, presenterà "La scrittrice del mistero", il quarto e penultimo libro della serie sulla ghostwriter Vani Sarca, iniziata nel 2015 e che si concluderà a maggio 2019 con il quinto e ultimo libro.

Dopo il successo di "L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome", "Scrivere è un mestiere pericoloso" e "Non ditelo allo scrittore", in "La scrittrice del mistero" ha trovato forma un nuovo imperdibile romanzo in cui, per la protagonista Vani, dare vita a un libro, risolvere un caso e accettare di essere innamorati sono tre passi complicati ma insolitamente legati tra di loro.

Nell'attesa di incontrarla nel locale di via Paruzza ad Alba le abbiamo rivolto qualche domanda. Ecco cosa ci ha risposto.

Come è nato il personaggio di Vani Sarca?
"Io lavoro nell'editoria da una quindicina d'anni (faccio la redattrice, la editor e la traduttrice) e nel 2014 avevo una gran voglia di scrivere qualcosa che raccontasse il mondo dei libri da "dietro le quinte". Più che altro perché è un ambiente spassoso, e anche molto variegato: spesso anche chi ama i libri non ha idea di quante persone, e in quanti ruoli diversi, lavorino dietro a ogni pubblicazione. Così mi serviva una protagonista da far muovere in questo ambiente. Inizialmente pensavo di farle fare la editor, come me, ma poi ho avuto una folgorazione e mi è venuto in mente il ruolo del ghostwriter (ossia di quello scrittore che scrive libri che poi però vengono firmati da qualcun altro): un ruolo ancora più interessante, perché apre tutta una serie di riflessioni interessanti sul tema dell'identità, del "trovare la propria voce" (che è una cosa che ogni scrittore si sente dire). E così è nata Vani Sarca: ghostwriter 34enne, molto brava nel suo mestiere perché capace di imitare la "voce" di chiunque, ma misantropa e disincantata (e dall'inquietante look dark)".

Quando scrive?
"Ah, a saperlo! Quando riesco. Avendo un lavoro "vero" a tempo pieno, vado in ufficio tutti i giorni e lì faccio la editor e la redattrice, cioè lavoro su libri altrui; la scrittura dei miei, di libri, la comprimo o la sera o la mattina presto, o nei weekend, o nelle pause pranzo. Fortunatamente riesco a scrivere ovunque: in treno, nei bar, in albergo (quando sono in giro per presentazioni)... quando incontro aspiranti scrittori che dicono che non hanno tempo e non hanno concentrazione e così via, dico sempre: non scoraggiatevi, si impara!".

Quando le nasce un'idea, un'ispirazione per un nuovo capitolo o un nuovo libro cosa fa?
"Me la appunto da qualche parte, poi sento i polpastrelli prudermi dalla voglia di mettermi a scrivere al più presto la nuova storia... e li tengo fermi. Perché ormai ho capito che prima di mettermi a scrivere devo definire bene cosa scrivere, nella mia testa: mi devo raccontare la trama per intero (presente, quando si dice 'farsi il film'?), immaginare le scene, mettere in discussione le incoerenze, e annotare tutto questo in una scaletta che sia più dettagliata possibile. Solo a quel punto mi siedo al computer: ma lì viene il bello, perché, avendo risolto prima tutta la parte "strutturale" della storia, da quel momento in avanti posso solo divertirmi a scriverla".

Qual è l'ostacolo più grande che si è trovata ad affrontare mentre stava scrivendo?
"Ci sono scrittori che hanno periodicamente dei mezzi esaurimenti nervosi da pagina bianca. Io ho il problema contrario: tagliare. Sono logorroica e grafomane e credo ci sia una parola per definire anche l'eccesso di idee creative - non sempre buone, altrimenti non sarebbe un problema! Quindi il mio problema è disciplinarmi. Per esempio, a me piace uno stile sobrio, incisivo, con battute sarcastiche puntuali ed essenziali e tutte le parole al posto giusto: crede che mi venga spontaneo? Col cavolo! Non ricordo più chi disse "se avessi avuto tempo ti avrei scritto una lettera più breve", ma è una frase che io capisco perfettamente, perché per me il grosso del lavoro è darci dentro di forbici e lima".

Sta già pensando a un nuovo romanzo?...i suoi affezionati lettori lo attendono di certo.
"Il quinto e ultimo libro della serie di Vani Sarca è già finito e mi sta guardando dalla cartella Documenti del computer, un po' dispiaciuto per il fatto che ci dovremo lasciare. D'altra parte è stata una mia idea, sin dall'inizio, fare solo cinque libri: a me piacciono le serie corte, compatte, con un capo e una coda; quante volte ho imprecato davanti alla centomillesima stagione di una serie tv che magari era iniziata bene ed era andata sfilacciandosi e perdendo di coerenza interna nel tempo... Inoltre, dopo Vani, ho tantissimi progetti in testa e non vedo l'ora di presentarveli!"

L’appuntamento avrà inizio alle ore 20.30 con ingresso libero.
Per informazioni: 320/14.27.839; https://www.facebook.com/mybookeria/

 

V. P.

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