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Agricoltura | venerdì 11 gennaio 2019, 07:45

La storica azienda Rivoira di Verzuolo ha investito nella produzione di imballaggi ecosostenibili per alimenti (FOTO)

Nata nel 1950 ha sempre puntato sull’innovazione. Tra le leader a livello europeo sul fronte della produzione e distribuzione della frutta di eccellenza, nel 2010 ha diversificato l’attività attraverso il marchio Eva: l’acqua che sgorga, pura e leggera, dalle pendici del Monviso a 2.042 metri di quota. Ora si è impegnata con il nuovo percorso nel settore packaging

La sede della Rivoira a Falicetto di Verzuolo

La sede della Rivoira a Falicetto di Verzuolo

La storica azienda Rivoira di Falicetto, nel Comune di Verzuolo, fondata nel 1950, è diventata una delle principali produttrici e distributrici di frutta di qualità a livello europeo. Ma alla base della filosofia imprenditoriale c’è sempre stata l’arte di innovare. L’ultimo tassello in questa direzione è recente.

La Rivoira, infatti, attraverso la Rk Zero Srl, con i soci Carlo Lingua e Paolo Carissimo, ha perfezionato l’acquisto del 50% delle quote di Zeropack Spa: la nuova società creata dalla Bio-on di Bologna, quest’ultima specializzata nel settore della bioplastica di alto livello.  

Zeropack ha l’obiettivo di sfruttare i brevetti - sui quali i ricercatori di Bio-on stanno lavorando da quattro anni - destinati a rivoluzionare il mondo dell’imballaggio alimentare nel settore ortofrutticolo attraverso l’uso della bioplastica. Zeropack, quindi, diventa un’operazione strategica che punta ad acquisire rapidamente una posizione di leadership nella nuova frontiera del packaging riservato a frutta e verdura fresche.

Per accelerare lo sviluppo della nuova tecnologia la società ha acquisito da Bio-on la licenza esclusiva mondiale di lavorare imballaggi per 10 milioni di euro. In questo modo si permetterà a tutti i distributori del settore ortofrutticolo di servire la clientela con prodotti sostenibili a livello ambientale. Infatti, la richiesta di materiali ecosostenibili per gli imballaggi è in costante aumento e i consumatori premiano le scelte dei produttori e dei distributori che rispettano la Natura del Pianeta. I primi contratti verranno firmati a partire da quest’anno.  

COME SI E’ SVILUPPATO IL PERCORSO

Le bioplastiche sviluppate da Bio-on sono la PHAs o poli-idrossi-alcanoati e la PHBs o poli-idrossi-butirrato. Vengono ottenute da fonti vegetali rinnovabili. Gli imballaggi nella maggior parte dei casi garantiscono le stesse proprietà termo-meccaniche di quelli tradizionali. Con il vantaggio di essere completamente ecosostenibili, contribuendo così a limitare l’emergenza ambientale costituita dall’enorme quantità di rifiuti derivanti dalla plastica. Questo perché gli attuali contenitori realizzati in modo tradizionale non consentono processi di riciclo efficienti e contengono, spesso, componenti molto inquinanti.     

COSA SIGNIFICA IL PROGETTO ZEROPACK

Zeropack può realizzare pellicole, cassette, piccoli e grandi contenitori, supporti per frutta ed etichette: materiali ottenuti da bioplastica naturale, biodegradabile al 100% e prodotti anche da scarti ortofrutticoli.    

“Siamo particolarmente orgogliosi - spiega Marco Astorri, presidente e chief executive officer di Bio-on - che un gruppo prestigioso come Rivoira sposi l’innovazione e le potenzialità delle nuove tecnologie sviluppate dalla nostra azienda nel campo del packaging alimentare. La base della nostra bioplastica, attraverso Zeropack, ha tutte le qualità per rivoluzionare il settore. Questo è quanto il consumatore chiede e noi lo faremo insieme al gruppo Rivoira”.

Marco Rivoira, chief executive officer del gruppo Rivoira, afferma: “Siamo felici di entrare nel mondo del packaging del futuro e, in particolare, contribuire, con la nostra esperienza e qualità produttiva quotidiana, alla realizzazione di nuove proposte completamente diverse rispetto a quelle che si possono trovare oggi sul mercato. Zeropack anticipa le strategie del nostro gruppo sempre alla ricerca di innovazione. La mission è di fornire la totale qualità dei prodotti e degli imballaggi. Studiare materiali capaci di rivoluzionare il comparto partendo dalla natura e in modo naturale, consentirà ai colossi della distribuzione alimentare di avere un’alternativa sostenibile al 100 per cento”.

Ma per la Rivoira l’accordo rappresenta un’ulteriore opportunità. Avendo produzioni diversificate potrà utilizzare gli imballaggi Zeropack non solo nel settore frutticolo, ma anche nel campo delle acque minerali. Il gruppo, infatti, controlla Fonti Alta Valle Po Spa proprietaria di Acqua Eva: giovane azienda in forte espansione nel mercato nazionale e internazionale.  

LA STORIA DELLA RIVOIRA

L’azienda è stata fondata nel 1950, a Falicetto di Verzuolo, da Giovanni Rivoira: un pioniere dell’innovazione in agricoltura. La produzione, inizialmente limitata a mele e pesche, nel corso degli anni si è sviluppata. Oggi raggiunge quasi 100 mila tonnellate all’anno e comprende anche kiwi, nettarine, susine, pere, uva, ciliegie, mango e melograno: frutta coltivata nelle sei aziende agricole di cui il gruppo è proprietario sul territorio italiano e in quelle insediate nel Cile. Per il confezionamento e la conservazione vengono impiegati tre stabilimenti con le più avanzate tecnologie.

Rivoira esporta nei principali Paesi europei ed è leader in alcuni mercati extra Ue come Arabia Saudita e Libia. Sin dalla nascita, l’azienda si è caratterizzata per la forte propensione a innovare. Un percorso portato avanti in campo con l’adozione dei più moderni principi di agricoltura sostenibile e di difesa integrata e nella fase di scelta, conservazione e confezionamento della frutta per garantire al consumatore finale un alto standard qualitativo.

Nell’ottica della diversificazione produttiva, a partire dal 2010 Rivoira ha investito nel comparto delle acque minerali conquistando, con il marchio Eva, i mercati internazionali. Cosa contraddistingue il prezioso liquido? La leggerezza e uno dei più bassi contenuti di sodio al mondo.

Eva, infatti, nasce mineralizzata in misura minima dalle pendici del Monviso a 2.042 metri di quota. Pura come sgorga dalla sorgente, la più alta d’Europa, viene imbottigliata mantenendo inalterate le sue proprietà chiave, tra le quali il bassissimo residuo fisso di 48 milligrammi al litro e l’altrettanto basso contenuto di sodio: solo 0,32 milligrammi al litro. Nel maggio 2013 l’area del Monviso, in cui si trovano le fonti di Acqua Eva, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Riserva della Biosfera Unesco. Un considerevole valore aggiunto.

Nel luglio 2018 è stato inaugurato un magazzino totalmente automatizzato che, adesso, per le sue caratteristiche è unico in Europa nel settore delle acque minerali. Ad appena otto anni dall’apertura dello stabilimento il marchio è tra i più venduti in Italia e viene esportato in oltre 10 nazioni del mondo.

Sempre, poi, sul fronte della diversificazione delle attività nell’ultimo decennio il gruppo ha investito nella costruzione di centrali idroelettriche e nella produzione di energia elettrica in Cile.     

Sergio Peirone

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