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lavocedialba.it | mercoledì 05 dicembre 2018, 16:18

Bra, Italia Nostra lancia un appello per salvare la cappella di Santa Maria del Castello

Una triste situazione di abbandono mette in serio pericolo un pezzo di storia della città. E l’inverno è alle porte

Bra, Italia Nostra lancia un appello per salvare la cappella di Santa Maria del Castello

La Sezione braidese di Italia Nostra ha fatto un appello a gran voce per salvare dall’incuria la cappella di Santa Maria del Castello. La situazione di grave degrado, in particolare sotto il profilo della stabilità e della conservazione, impone una mobilitazione per evitare danni ancora maggiori, considerato l’inverno ormai alle porte.

La chiesetta di Santa Maria del Castello costituisce un punto di riferimento importante nella pietas popolare dei braidesi. Situata sul limitare di uno dei feudi concessi dalla dinastia imperiale alla famiglia dei Brayda in epoca medievale, l’edificio prende il nome dall’antica chiesa in orbita del castello di vecchia memoria. Monumenti e architetture cancellati dal tempo, ma non dalla storia, come ci racconta Frate Luca: “Intorno all’anno 1000, i Brayda, erigono il castello attorno al quale nasce la Bra medievale, successivamente murata, l’antico borgo di Santa Maria a cui si aggiungeranno altri borghi dove sorgevano le primitive chiese di S. Andrea, S. Antonino e S. Giovanni. Il castrum sorgeva sul monte Guglielmo, dal nome di uno dei conti di Bra”.

A pochi passi dalla Zizzola e dalla chiesa di Santa Chiara, è ancora abbarbicata una preziosa testimonianza di quel lontano e glorioso passato. Dentro l’edicola di Santa Maria non ci sono più arredi sacri, ma batte sempre il cuore della fede. Qui venivano recitati i rosari nei mesi mariani, mentre ora l’edificio è inaccessibile ai fedeli a causa dell’abbandono, della crescita di vegetazione spontanea e del pericolo di cedimenti e crolli. L’invito è alle istituzioni preposte, perché intervengano sollecitamente ed efficacemente per ripristinare un luogo che rappresenta un bene di grande valore artistico, monumentale e religioso.

Una cosa è certa, la chiesetta non può rimanere in quelle condizioni ancora a lungo, se non si vuole recare un danno al territorio ed alla storia di Bra. 

Silvia Gullino

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