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Curiosità | 03 dicembre 2018, 10:14

A Natale l’imperativo è lo stesso di ogni anno: rispetto per l’ambiente

La questione resta aperta: albero di Natale, meglio vero o artificiale?

A Natale l’imperativo è lo stesso di ogni anno: rispetto per l’ambiente

Il Natale è vicino e si riapre il dibattito intorno al suo simbolo per eccellenza: il tradizionale albero. La divisone è netta tra chi sceglie l’acquisto di alberi veri e chi sceglie quelli artificiali. La diffusione dei modelli in plastica è dettata da ideologie ecosostenibili, ma il problema per l’ambiente non è scongiurato dal momento che gli alberi finti sono difficili da smaltire, qualora gettati tra i rifiuti alla fine delle feste.

Tuttavia, grazie ad un perfezionamento stilistico che li ha resi assolutamente realistici e simili in tutto e per tutto a quelli veri, oggi gli alberi di natale artificiali sono molto richiesti sul mercato. A favore, parla la qualità dei materiali utilizzati, un grande vantaggio rispetto agli alberi veri, perché se questi ultimi vanno riacquistati ogni anno, quelli artificiali, se realizzati con materiali d’eccellenza, possono arrivare a resistere molto più a lungo.

Qualità e durata quindi, ma anche varietà: un’altra grande peculiarità degli alberi di natale artificiali è proprio la gamma, dato che sul mercato ce ne sono di ogni tipo. A cambiare è il colore, il modo in cui sono stati fissati i rami al tronco, la possibilità o meno di acquistarli già completi di addobbi, scansando ogni affanno.

Generalmente, un albero di natale artificiale si monta e si smonta in pochi minuti e non richiede troppo lavoro; idem per il trasporto, altro discriminate rispetto agli alberi veri che, al contrario, risultano essere pesanti e scomodi. In tema di sicurezza, c’è da registrare che, attualmente, si possono trovare in commercio articoli realizzati in materiale ignifugo, elemento da non sottovalutare, perché i corto circuiti legati alle luci dell’albero di natale non sono esclusi. Attenzione poi nella scelta dei modelli: il rischio è quello di ritrovarsi in casa un albero realizzato con materiali tossici e di scarsa durata. Nel caso, un minimo di coscienza, visto che i materiali utilizzati non sono biodegradabili e vanno smaltiti in modo corretto, rispettando, quindi, l’ambiente.

Silvia Gullino

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