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Cronaca | 03 dicembre 2018, 14:43

Pizzaiolo cuneese ai domiciliari non era rincasato in tempo: assolto dall’accusa di evasione

L’imputato si era giustificato: “C’era tanto lavoro, ho perso la nozione del tempo”

Foto generica

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Il 28 febbraio 2017 il pizzaiolo si trovava agli arresti domiciliari da circa un anno, ma era autorizzato ad assentarsi per lavoro dalle 18 alle 24. Durante il servizio perlustrativo però, i carabinieri non lo avevano trovato a casa, ed era già l’1 e 40 del giorno successivo. Lo avevano aspettato finché non era rientrato dal locale presso il quale lavorava, nelle vicinanze di Cuneo.

Processato per evasione, L.P. è stato dichiarato non punibile per particolare tenuità del fatto. Il pm Raffaele Delpui aveva invece chiesto la condanna a 8 mesi.

“Non mi sono reso del tempo che passava. Il locale era pieno e ho continuato a fare pizze”, aveva dichiarato l’imputato. “Prima non avevo avuto altri problemi con la giustizia. La pizzeria era stata aperta da poco e non sapevamo quale fosse la quantità di lavoro”, ha raccontato l’imputato. “Ho iniziato a preparare pizze e focacce, perdendo la cognizione del tempo. Quando sono uscito ho anche tardato perché avevo uno scooter molto lento”.

Il difensore Vittorio Sommacal, chiedendo l’assoluzione, ha fatto notare che l’evasione è un reato doloso, mentre nel caso specifico L.P. si era semplicemente distratto. Dopo il fatto il giudice aveva concesso un allungamento dell’orario di lavoro.

Monica Bruna

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