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Politica | 23 novembre 2018, 10:01

A Roma Liberi e Uguali implode, a Cuneo resiste

Fabrizio Botta (Mdp/Art Uno) spiega che una ventina di amministratori continuano a confrontarsi sulle problematiche del territorio, coordinati dal saviglianese Guido Chiesa. “Daremo il nostro contributo – afferma – ma subordinato ad un reale coinvolgimento programmatico”

Fabrizio Botta e Angelo Marchisio

Fabrizio Botta e Angelo Marchisio

La stagione politica di LeU (Liberi e Uguali), la formazione politica nata dalla scissione col Pd e che aveva come leader l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, è stata effimera. Il risultato elettorale non è andato secondo le aspettative e ora, a otto mesi dal voto, il partito che raggruppava tre soggetti: “Mdp/Art Uno”, “E’ possibile” e “Sinistra Italiana”, e che si prefiggeva di dare rappresentanza a quella sinistra ex Pd che proprio non era riuscita a farsi piacere il “renzismo”, sta naufragando.

Ma se a Roma il partito sta implodendo, non così pare essere nel Cuneese.

A livello locale – afferma Fabrizio Botta di Mdp/Art Uno” - non si riscontrano frizioni tali che giustifichino la scelta di non procedere con la costituzione di LeU. Le persone che hanno lavorato insieme in questo ultimo anno stanno continuando a farlo, a partire dalle tematiche del territorio. Nella prossima primavera si andrà al rinnovo di numerosi Consigli comunali della nostra provincia e una ventina di amministratori della nostra area, coordinati dal saviglianese Guido Chiesa, – spiega Botta - hanno intrapreso un lavoro programmatico comune  per poterci presentare al meglio a quell'appuntamento. Ovviamente – aggiunge - per le amministrazioni che ci vedevano già partecipi in coalizione con il centrosinistra (Bra, Saluzzo) i nostri riferimenti locali conoscono bene come gestire la nuova tornata. In tutti gli altri casi (Alba, Fossano e Boves) – annota - una nostra partecipazione non potrà che essere subordinata ad un reale coinvolgimento programmatico sui temi ed i problemi della singola città e sulla persona che verrà scelta per affrontarli”.

Quando gli chiediamo che cosa ne pensa del congresso del Pd e se immagina possibile una ricomposizione dopo la traumatica divisione, Botta risponde così: “Come rappresentante di un gruppo che non è stato in grado di effettuare il suo di congresso sarei l'ultimo titolato a parlarne, ma siccome vengo espressamente sollecitato al riguardo, aggiungo che, a mio modo di vedere, quella comunità lì non esiste più. Da tempo – rileva ancora Botta - sono due partiti in antitesi nello stesso contenitore: che vinca l'uno o l'altro dei contendenti, nulla cambia. Se non si passa attraverso una frattura del feticcio Pd – conclude - non si riuscirà a ricostruire nel breve l'unità della sinistra riformista in Italia”. 

GpT

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