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Attualità | 20 novembre 2018, 16:01

Barilla in campo tra gli sfidanti della Nutella: la Crema "Pan di Stelle" sarà prodotta a Govone dalla Nutkao?

Tra le alleate Unesco Alba e Parma prosegue la singolare tenzone alimentare a colpi di nuovi prodotti. Ora il gruppo della pasta vorrebbe emulare il successo della celebre crema spalmabile

Barilla in campo tra gli sfidanti della Nutella: la Crema "Pan di Stelle" sarà prodotta a Govone dalla Nutkao?

La bellezza di trentatré anni sono ormai trascorsi da quel lontano 1985 che per un fugace momento vide i due gruppi addirittura soci, partecipi della cordata di imprenditori che incalzati da un Silvio Berlusconi ancora lontano dallo scendere nell’agone della politica tentò – fallendolo – l'assalto al ricco portafogli di marchi allora in pancia alla Sme, colosso dell’alimentare di Stato controllato dall’Iri.

I bene informati delle vicende di casa Ferrero, quell’innocente cedimento a una tradizione industriale che diversamente ha sempre visto la multinazionale fondata dal cavalier Michele guardarsi bene dal mettere il naso in affari che coinvolgessero la politica, fu ben presto relegata nell'altrimenti sguarnita lista degli errori da non ripetere. Come riservato a cordiali rapporti di rispettosa concorrenza fu il rapporto con Pietro Barilla e con la dinastia industriale che, al pari di quella albese, sotto la sua guida andava crescendo nella città di Giuseppe Verdi.

Tre decenni sono passati da allora e, mentre tra i due municipi, quello langarolo e quello parmigiano, va consolidandosi un gemellaggio nato sotto il segno della creatività gastronomica riconosciuta dall’Unesco, i due principali gruppi alimentari del Bel Paese sono invece i protagonisti di una crescente competizione sferrata a colpi di nuovi prodotti e di piccole innocenti invasioni in campi fino a pochi anni fa appannaggio incontrastato dell’uno o dell’altro.

Avversari dalla metà degli anni ’80 sul mercato delle merendine (dove Mulino Bianco seguì le orme di Kinder, nei supermercati con le sue "Brioss" già da un lustro), quella che qualcuno ha già battezzato come "la guerra dei biscotti" ha visto la multinazionale albese fare la prima mossa col recente lancio dei "Kinder Cards", ma soprattutto pianificando la prossima commercializzazone dei "Nutella Biscuits", che le ultime notizie di stampa (febbraio 2018) davano come testati con successo in Germania e Lussemburgo, e prossimi allo sbarco in Italia anche grazie anche a un investimento da oltre 50 milioni di euro programmato sull’impianto di Balvano, in Basilicata.

Ora invece il guanto della sfida sarebbe stato gettato dall’Emilia, da dove, secondo le indiscrezioni riprese in questi giorni da numerose fonti giornalistiche, per gennaio 2019 sarebbe atteso il lancio della "Crema Pan di Stelle": prodotto spalmabile realizzato senza l’utilizzo di olio di palma (mentre Ferrero rivendica l’utilizzo di palma da filiera sostenibile), con 100% di nocciole italiane e "cacao sostenibile proveniente da piccoli produttori certificati", arricchito da granella dall’omonimo biscotto di casa.

La notizia dell’imminente commercializzazione – che a rigore l’azienda parmigiana al momento non conferma, parlando di "voci di stampa" – sta facendo il giro delle numerose testate di settore, che riferiscono di un prodotto da "posizionamento alto", in un unico formato da 330 grammi e con un costo vicino ai 10 euro al kg.

Secondo le stesse fonti Barilla non lo produrrebbe in proprio, ma servendosi della collaborazione di un altro nome ben conosciuto ai piedi delle Langhe. Il riferimento è alla govonese Nutkao, azienda cresciuta all’ombra della più celebre sorella maggiore, "tra i maggiori produttori di creme da spalmare e leader nelle 'private label' del settore", come si definisce sul proprio sito web.

Fondata da Giuseppe Braida nel 1982, attiva con un secondo stabilimento in North Carolina (Usa) e con un terzo allestito da pochi mesi in Ghana, forte di un fatturato di 130 milioni di euro (2017), nel luglio scorso l’azienda roerina è stata peraltro protagonista di un importante passaggio di mano, con l’80% della proprietà acquisita dalla holding di partecipazioni White Bridge Investments Spa, che se l'è aggiudicata battendo la concorrenza del noto finanziere del private equity Andrea Bonomi.  

Un’operazione che, qui secondo quanto riferito nei mesi scorsi dalla stampa finanziaria, ha visto il fondatore (rimasto comunque alla guida operativa dell’azienda, affiancato dalla moglie Anna Mosso e dai tre figli Davide, Barbara e Monica) trattare affiancato da consulenti del calibro di Franzo Grande Stevens e dallo studio Vitale & Co come advisor per una valutazione superiore ai 200 milioni di euro.

Ezio Massucco

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