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Cronaca | giovedì 08 novembre 2018, 13:39

Stalking e diffamazione ai danni della ex: quarantenne condannata a due anni e tre mesi di reclusione

L’imputata si è difesa: “Io la vera vittima, era lei a perseguitarmi”

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Mentre è ancora in corso nei suoi confronti un procedimento fotocopia davanti ad un giudice diverso, sempre a Cuneo, è arrivata la condanna per le accuse di stalking e diffamazione per una donna quarantenne denunciata da una coetanea con la quale aveva avuto una breve relazione: due anni e tre mesi di reclusione e un risarcimento di 30 mila euro per la vittima costituita parte civile.

Il pm Alessandro Borgotallo aveva chiesto invece una pena più bassa, 20 mesi, dopo aver ripercorso la vicenda riferita al periodo maggio-luglio 2016. Le due donne, la vittima residente in provincia di Cuneo, l’imputata in Lombardia, dopo essersi conosciute sui social, nel 2015 avevano intrapreso una relazione burrascosa, costellata da parte dell'imputata di telefonate e messaggi ingiuriosi, appostamenti e controlli anche nei confronti dei famigliari della donna.

Fino ad arrivare alla “bruttissima diffamazione connotata dalla volontà maliziosa si aggredire la reputazione”: l’imputata aveva distribuito in città volantini che ritraevano la vittima a seno nudo, con tanto di nome e indirizzo.

Prima della discussione finale la quarantenne lombarda si era a lungo difesa: “Poco dopo averla conosciuta mi ero accorta che qualcosa non quadrava. Lei faceva uso smodato di alcol e prendeva dosi massicce di psicofarmaci.

Dunque soffriva di forti problematiche e caratterialmente non andavamo d’accordo. Tra di noi i rapporti sono sempre stati difficili, l’ho querelata perché mi aveva messo le mani addosso, poi ho ritirato la denuncia perché lei ossessionava la mia famiglia. Ho perso il lavoro per colpa di quello che andava dicendo sul mio conto, ma mi ha sempre tenuto in pugno perché minacciava di suicidarsi.

Ha voluto far intendere di essere stata perseguitata da me, ma è stata lei a perseguitarmi. Lo provano oltre 3.000 fogli che riportano le nostre conversazioni, Ora non ho più un lavoro e non posso neppure cercarmene uno perché sottoposta a misura cautelare e non posso allontanarmi dal mio paese”.

Monica Bruna

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