/ Attualità

Che tempo fa

Cerca nel web

Attualità | giovedì 08 novembre 2018, 14:30

Autostrada ed ex tribunale, il centrodestra albese va all'attacco di Marello: “Fughe in avanti fuori tempo massimo”

Prove di unione in vista delle urne tra Forza Italia e Lega, che stigmatizzano le recenti iniziative del primo cittadino. Bo: “Per anni sui temi ‘di territorio’ ha chiesto e ottenuto la nostra collaborazione. A sei mesi dal voto se ne fa beffe”

Un momento dell'incontro di ieri. Da sinistra, Marcarino, Bo, Marengo, Boschiazzo e Canova

Un momento dell'incontro di ieri. Da sinistra, Marcarino, Bo, Marengo, Boschiazzo e Canova

“Al casello di Govone per protestare sul mancato completamento dell’autostrada? Certamente noi non ci saremo”. Così si esprimevano i rappresentanti del centrodestra albese nel pomeriggio di ieri, mercoledì, prima che sulla manifestazione indetta dal sindaco Marello per il 16 novembre prossimo arrivasse il cambio di rotta poi deciso dal Tavolo delle Autonomie.

Nei minuti precedenti la riunione tenutasi all’Aca i gruppi consiliari di Forza Italia e Per Alba, insieme alla Lega cittadina, avevano infatti convocato la stampa nella loro sede di via Paruzza per comunicare tutto il loro disappunto verso merito e metodo della plateale iniziativa di protesta indetta da Marello a mezzo comunicato, come sulle recenti scelte operate dallo stesso primo cittadino su un altro importante tema “di territorio”: la riapertura dell’ex tribunale.   

Ad accendere le polveri Carlo Bo, capogruppo azzurro in Consiglio, presente all’incontro insieme ai compagni di partito Gionni Marengo, Mario Canova ed Elisa Boschiazzo, e al coordinatore della Lega Marco Marcarino: “Dopo nove anni di un immobilismo pressoché totale sull’At-Cn come sui diversi servizi che la città ha perso sotto il suo governo, il primo cittadino ha preso una serie di iniziative che mai ci saremmo aspettati, facendosi beffe della collaborazione da lui chiesta in Consiglio in questi anni e da noi sempre accordata su queste tematiche, e con l’aspetto più desolante che tutto ciò avviene quando mancano sei mesi dall’appuntamento elettorale della prossima primavera”.

Della manifestazione – come ha rimarcato Mario Canova – non piaceva la modalità (“Bloccando il traffico si dà solo danno ai cittadini, le soluzioni vanno cercate trovando la collaborazione degli enti superiori”). Ma sopratutto disturbava la scelta di avventurarsi in “una fuga in avanti, tentata senza alcuna concertazione, e senza cercare la condivisione di quei sindaci di Langhe e Roero che in questi anni hanno sostenuto le battaglie di un territorio che per contare deve agire unito”. “Da Bra, col suo lavoro, Bruna Sibille ha saputo guadagnarsi la stima di tanti amministratori anche di centrodestra, mentre sotto la guida Marello in questi anni Alba si è ritrovata sempre più sola”, ha rincarato Canova, mentre ancora Bo indicava il rinnovo dei vertici della Fondazione Crc e le scelte operate da Alba sulla gestione dell’acqua come “due palesi dimostrazioni dell'isolamento in cui l’Amministrazione albese ha finito per avvitarsi in questi anni”.      

Poi c’è il tema dell’ex tribunale, per il quale il sindaco ha recentemente annunciato l’avvenuta definizione di un accordo – in verità più volte ventilato in passato ma mai formalizzato – per portare nei suoi locali la nuova sede albese dell’Inps.

Dopo che per anni ci siamo impegnati a fondo nel seguire questa sofferta vicenda – ha spiegato in questo caso Gionni Marengo –, appena il 31 luglio scorso il sindaco aveva chiesto a tutti i gruppi presenti in Consiglio di condividere un ordine del giorno sulla base del quale chiedere al ministro della Giustizia Bonafede di applicare al caso albese la clausola del ‘contratto di governo’ che prevede la riapertura di alcuni dei tribunali soppressi dalla sciagurata revisione della geografia giudiziaria. Anche questa volta abbiamo acconsentito, per scoprire ora che, negli stessi giorni, l’Amministrazione stava realizzando sull’edificio 300mila euro di lavori per consentirvi il trasloco dell’Inps ora annunciato entro la fine dell’anno”.  

Siamo di fronte non solo a un grave sgarbo istituzionale, ma anche a una scelta politicamente miope. Primo perché così facendo non sarà ovviamente possibile mantenere sull’ex tribunale il suo vincolo giudiziario, cosicché ogni trattativa per la possibile riapertura del foro d’ora in poi potrà dirsi perfettamente inutile. E secondo perché Marello non ha tenuto conto delle evoluzioni attese nell’organizzazione forense. Il Governo Gentiloni ha infatti ampliato le competenze della magistratura onoraria, ed entro tre anni tale importante riforma potrebbe riportare ad Alba un’importante mole di attività. Attività che ovviamente non potremmo accogliere se quegli spazi avranno intanto preso altre destinazioni. Siamo di fronte a un’evidente contraddizione. Da una parte, da una parte il sindaco promuove un ordine del giorno che lo impegna a chiedere al ministro di ridarci il tribunale, dall’altra stringe un accordo con l’Inps, peraltro nemmeno ancora formalizzato nonostante i lavori e la spesa, per impegnare l’immobile”.

Proteste rincarate dal coordinatore della Lega Mauro Marcarino (“Alba è una stupenda fuoriserie guidata con la marcia in folle: avanza per inerzia, ma senza frutti e sviluppo), dal quale intanto è arrivata un’indicazione sullo scenario che, a destra, potrebbe caratterizzare le prossime comunali: “Con gli amici di Forza Italia abbiamo già avuto una serie di confronti su vari temi. Proseguiremo su questa linea con l’intento di arrivare uniti alle prossime amministrative".

Ezio Massucco

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore